Origliettas: il carnevale in una ricetta

Quella che per molti è puzza, per me è profumo. Il fritto, specie quello carnevalesco, ha un odore denso e pesante, ma ad alleggerirlo ci pensano le mani delle donne che impastano, tagliano, annodano, stendono, farciscono, e degli uomini e bambini seduti in un angolo che attendono. Sono delle artiste le donne sarde, e per esprimersi hanno bisogno di un poco di semola, di strutto e di acqua. Prendiamo ad esempio le origliettas. Ne hai mai sentito parlare?

Chi

Origliettas, ma anche orillettas, orulettas e montecada (a Orune, dove cambia la forma ma non la sostanza)

Dove

Le origliettas le confezionano a Benetutti e a Bono, Alà dei Sardi, Bitti, Pattada, Nuoro, Posada, Ovodda, Gallura in genere, Bolotana, Bonorva, Nule. Il dolce ha subito localmente poche varianti sia nel nome, sia negli ingredienti che lo compongono.

Quando

Tipicamente confezionato durante il carnevale sembra che il dolce fosse utilizzato anche per festeggiare matrimoni e battesimi.

Origliettas: gli ingredienti

500 gr di semola di grano duro

5 tuorli

1 ½ cucchiai di zucchero

½ cucchiaio di strutto

2 scorza limoni (per l’impasto)

Acquavite q.b.

Acqua q.b.

Sale q.b.

Miele

2 scorza di arance (per il miele)

 

Come procedere

Mescolare gli ingredienti e una volta ottenuto un composto morbido ed elastico stendere le sfoglie con l’aiuto della sfogliatrice o di un mattarello. Ho impostato la macchina sullo spessore 4 e ho passato la sfoglia per due volte nei rulli. E’ il momento di prendere l’arrodixedda e procedere con il taglio di striscioline lunghe a piacere e larghe circa 2 centimetri. Unisci i lembi creando una sorta di fisarmonica e metti da parte. Una volta realizzate tutte le mie origliettas ho scaldato l’olio e fritto.

Per quanto a me questo dolce piaccia ben dorato, da quel che mi è sembrato di capire uno dei tratti grazie ai quali era possibile distinguere una buona cuoca era la sua capacità di servire origliettas chiare come la luna. Una volta scolata, l’origlietta va lasciata scolare e cosparsa di miele.

Anche il miele ha una preparazione speciale. Per renderlo meno denso scioglilo in pochissima acqua calda, dentro un tegame messo su fuoco basso. Per insaporire il miele aggiungi al composto in cottura scorza di arancia o/e limone.

Ora non ti resta che cospargere di miele i dolcetti.

Se desideri che il miele aderisca meglio al dolce passa ogni origlietta sul miele quando questo sta scaldando sul fuoco.

Curiosità

La prima volta che le si sente nominare si pensa alle orecchie (a me per lo meno è capitato così), ma il nome non ha alcuna corrispondenza con la forma del dolce. In effetti chi ha collegato fin dal primo morso le origliettas a delle orecchie ci ha visto giusto: nella Catalogna le orellettes sono delle sfoglie di pasta finissima che vengono affondate nell’olio bollente e lavorate con l’uso di un bastoncino che modellando il dolcetto gli regala forma di orecchio appunto!

Ho pensato di pubblicare questa ricetta per festeggiare l’inizio della settimana del Carnevale del Calendario del Cibo AIFB. Tanto per saperlo oggi si festeggia la giornata della Bagna Caouda, ambasciatrice Veronica Geraci.

Se ne vuoi sapere qualcosa di più sulle origliettas e sulla loro tradizione isolana visita il sito www.claudiazedda.it

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