Dolci di Sant’Antonio Abate in Sardegna: sa cogone de pistiddu

 

De sa cogone de pistiddu e mi hanno parlato a lungo. Tutte le volte che trascorro qualche giornata a Bono capita che qualcuno mi racconti, per un motivo o per un altro, di un dolce speciale che viene preparato in occasione dei festeggiamenti per Sant’Antonio Abate. “Una torta ricoperta di sapa e con bellissime decorazioni di pasta”, mi è stata descritta. Anche mio marito che non va matto per i dolci, questo se lo ricorda “perché quando stavamo in paese durante quel periodo tutti te ne offrivano una fetta.

La tradizione bonesa de sa cogone de pistiddu è favolosa. Non è solo sapa, semola e arancia, ma è anche fuoco, leggenda e magia.

Il dolce infatti, offerto al santo e benedetto dal fuoco ha un potere terapeutico magico, in grado di garantire, per intercessione di Antonio, prosperità e abbondanza per tutto l’anno. Non è un caso che i motivi decorativi che con maggiore frequenza ritornano nella cogone siano spighe piene e grappoli d’uva folti. Insomma sa cogone ci riporta indietro ad antichi culti agrari di rigenerazione dell’anno.

 

Chi

Sa cogone de pistiddu

 

Dove

Bono e dintorni

 

Quando

In occasione dei festeggiamenti per Sant’Antonio Abate

 

Cogone de pistiddu: gli ingredienti per la base

La ricetta arriva direttamente dal libro “Dolci in Sardegna”.

1 kg di semola

250 gr di farina bianca

350 gr di strutto

1 bustina di lievito chimico

 

Cogone de pistiddu: gli ingredienti per la farcitura

1 litro di sapa

200 gr di semola

1 arancia scorza

500 gr di miele

100 gr di farina di mandorle (aggiunta mia)

 

Come procedere

Per prima cosa devi preparare il “pistiddu”. Si tratta di sapa addensata con uso di semola. Prepararla non è difficile ma ti assicuro, è un composto gustosissimo. Metti in pentolino la sapa il miele e la scorza di un’arancia intera che poi dovrai togliere. Serve per regalare al pistiddu un buonissimo retrogusto agrumato. Porta a bollore e aggiungi semola e farina di mandorle. Gira costantemente e quando la sapa si è addensata spegni il fuoco e fai freddare.

Impasta la semola, la farina e lo strutto e lievito con poca acqua. Una volta concluso stendi un disco di pasta, foralo con una forchetta per evitare che si gonfi, stendi sopra la marmellata di pistiddu e inizia a decorare seguendo la tua fantasia.

Inforna a 150 gradi finché il dolce non inizia a dorarsi.

La ricetta non prevede zucchero nell’impasto ma secondo me due cucchiaiate non ci starebbero male.

 

Curiosità

A Bono il dolce custodito in ampi canestri viene portato davanti al fuoco. Le donne che lo hanno confezionato fanno, con in mano il canestro tre giri a destra e tre giri a sinistra e sa cogone de pistiddu si ritiene benedetta e consumata.

Se ne vuoi sapere di più sul periodo e sulla magia dei dolci di Sant’Antonio visita questa pagine.

 

L’orazione

Offrendo il dolce al santo è d’obbligo la frase rituale “ Sant’Antoni accetta sa pregadoria” (Sant’Antonio, accetta questa mia preghiera).

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